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Se n'è andato 5 ore e 30 minuti dopo l’inizio del giorno del suo 80esimo compleanno l'attore, drammaturgo e regista Gigi Proietti, data che aveva sempre ironizzato: "Che dobbiamo fa'? La data è quella che è, il 2 novembre".

E’ morto dopo una notte in terapia intensiva, ricoverato per gravi problemi cardiaci. I funerali saranno pubblici con ingressi contingentati. La famiglia, che ha sempre mantenuto il massimo riserbo sino ad oggi, dice: "Sarà ricordato come merita nei tempi e modi da definire". 

Ha avuto una lunga ricca carriera durata più di 50 anni sino al suo ultimo lavoro cinematografico “Io sono Babbo Natale” girato prima del lockdown nella sua città natale, Roma.

Sempre autoironico, dal talento unico, con la battuta pronta.

Ha scoperto il teatro all'università, ha sempre detto: ”I miei ci tenevano alla laurea, io studiavo, si fa per dire, Giurisprudenza ma la sera mi esibivo. Poi il mio amico Lello, che suonava nella nostra band, una sera viene a vedermi e mi dice: 'Devi fare questo'. Ho capito che recitare mi piaceva tantissimo, è diventata la mia vita. Ma per papà non era la scelta giusta, era preoccupato e mi ripeteva: 'Prendi un pezzo di carta, se piove o tira vento è una sicurezza'".

Nella sua carriera è passato anche alla musica, come “Nun me rompe er ca'”, ha doppiato star come Stallone, De Niro e Hoffman e negli anni 60’ sul grande schermo.

Nel 76’ il suo film cult “Febbre da Cavallo” con il sequel del 2004 “La mandrakata” lo rende famoso con “Mandrake”.

Nel corso degli anni è sbarcato sul piccolo schermo prima come conduttore del Fantastico 4 nel 1983 e dopo con il campione d’ascolti “Maresciallo Rocca” sino a qualche anno fa con il ruolo di Bruno Palmieri in “Una pallottola nel Cuore”.

Il cordoglio dei mondi dello spettacolo e della politica

In una dichiarazione il Presidente della Repubblica Mattarella «È con grande dolore che ho appreso la notizia della scomparsa, nel giorno dell’ ottantesimo compleanno, di Gigi Proietti. Attore poliedrico e versatile, regista, organizzatore, doppiatore, maestro di generazioni di attori, erede naturale di Ettore Petrolini, era l’espressione genuina dello spirito romanesco. Alla grande cultura, alla capacità espressiva eccezionale, frutto di un intenso lavoro su se stesso, univa una simpatia travolgente e una bonomìa naturale, che ne avevano fatto il beniamino del pubblico di ogni età. Desidero ricordarlo anche come intellettuale lucido e appassionato, sempre attento e sensibile alle istanze delle fasce più deboli e al rinnovamento della società. Alla signora Sagitta, alle figlie Susanna e Carlotta, ai suoi collaboratori e ai tanti suoi allievi desidero far giungere il mio più profondo cordoglio, a nome della Repubblica, e sentimenti di vicinanza personale».

Sui social network il messaggio del presidente del consiglio Giuseppe Conte: "Con Gigi Proietti non se ne va solo uno dei volti più amati dal pubblico, ma anche uno straordinario protagonista della nostra cultura. Proprio nel giorno del suo compleanno ci lascia un genio dello spettacolo che ha saputo divertire e commuovere milioni di italiani. La sua scomparsa addolora tutto il Paese".

E su Facebook Carlo Verdone: ''Oggi ci lascia un attore gigantesco. Sul palcoscenico tra i migliori se non il migliore. Enorme presenza scenica, maschera da attore dell'antica Roma, tempi recitativi sublimi. Era un volto che rassicurava che l'identità di questa città ancora vive. Discepolo di Ettore Petrolini, forse più volte ha superato il suo maestro. Autorevolezza, cultura, generosità e umiltà. Questo era Gigi Proietti.''.

Il regista Enrico Vanzina "Addio Gigi. Sullo schermo eri quello che perdeva ai cavalli. Oggi, pero', a perderti e a perdere siamo tutti noi" e l’attore di Febbre di Cavallo Enrico Montesano all’ANSA: "Te possino a Mandra' proprio oggi? Ma che è una mandrakata? Gigi aveva un'ironia formidabile, l'avrebbe presa così, raccontando anzi inventando una barzelletta, o forse avrebbe intonato Ettore Petrolini 'so' contento di morire ma mi dispiace…".

Con un cuoricino spezzato e una foto che li ritrae abbracciati e sorridenti Virginia Raffaele la ricorda su Instagram: “Nooo… Il mio primo Amore. Il più grande di tutti. La storia".

"E' stato un grande artista, un grande amico, un grande maestro: è stato tutto, un attore totale, enorme, di una grandiosità pazzesca -  commosso Pippo Baudo - Raccoglieva tutto il massimo che un artista può avere: cantava, ballava, raccontava bene, sapeva coniugare il classico e il leggero. E anche quando raccontava una barzelletta, ne faceva una commedia". Negli anni, racconta Baudo, "l'ho visto recitare malato, con la febbre altissima: la scena lo ingigantiva, lo trasformava. E' tipico dei grandi avere momenti di tristezza, di malinconia… ma quando si accendono le luci, partono". Nel 1972 Baudo volle Proietti con lui a Canzonissima: "Lo avevo visto in Alleluja brava gente. Lo invitai, si alternava con Monica Vitti: dietro questi nomi c'è un mondo", sospira il conduttore. Baudo ricorda il successo di A me gli occhi please: "Fu il primo one man show, in scena al teatro Tenda di piazza Mancini. Partì moscio, poi bisognava fare a cazzotti per entrare. Come i vecchi teatranti, Proietti tirava fuori dal baule i suoi personaggi, che diventavano spunto per i suoi sketch e che oggi sono patrimonio della gente. Uno su tutti? Toto e la saùna…, un capolavoro". Proietti, sottolinea ancora Baudo, "cantava benissimo: nel 1995 lo ebbi come concorrente a Sanremo, con Peppino Di Capri e Stefano Palatresi, con il brano Ma che ne sai, scritto da Claudio Mattone. Ci siamo divertiti tanto". E ci tiene, infine, a citare il lavoro per il Globe Theatre: "Ha riportato il teatro shakesperiano nel cuore di Roma, ha fatto un capolavoro".

"Sono sotto choc, mi riesce difficile parlare di Gigi. Perché oltre a essere l'artista che sappiamo, era un grande amico – al telefono Renzo Arbore a Storie Italiane su Rai1 - Avevamo avuto le stesse matrici: venivamo entrambi dal night club, lui a Roma io a Napoli - racconta Arbore - e questo ci univa moltissimo. Appena c'era un progetto, era immediata l'idea di farlo insieme: io correvo da lui, lui da me. Appena ci vedevamo scattava un'alchimia straordinaria. Ci divertivamo e anche la conversazione dopo la pizza era meravigliosa".

Il ministro per i Beni e le attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini: "Con Gigi Proietti scompare un grande protagonista della commedia italiana, un uomo di cinema e di teatro che ha vissuto intensamente la sua arte, apprezzato da milioni di italiani. Un maestro, un artista geniale che ha saputo realizzare i suoi sogni con generosità, facendo vivere realtà come il Globe Theatre a Villa Borghese, il Brancaccio e la sua scuola di recitazione che sono stati una vera e propria fucina di nuovi talenti. La sua risata sonora, il suo sguardo magnetico, la sua voce profonda, la sua genuina romanità ci mancheranno".

Lutto cittadino a Roma

Nel giorno dei funerali a Roma sarà lutto cittadino.

“Profondo dolore e grande tristezza per la morte di Gigi Proietti. Con lui perdiamo un pezzo di anima della nostra città. In questo momento siamo vicini alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che lo hanno amato. Roma non lo dimenticherà mai”. Così in una nota la Sindaca di Roma Virginia Raggi.

Il ricordo della Rai

“Gigi Proietti è stato un artista immenso, che ha accompagnato gli italiani per generazioni con il suo talento, la sua ironia, la sua saggezza. Quella di oggi avrebbe dovuto essere una giornata di festa, anche televisiva, per i suoi 80 anni, ora la Rai lo ricorderà con commozione e riconoscenza, sapendo che la sua grandezza rimarrà impressa nella memoria e nel cuore degli italiani”. Così, in una nota, il Presidente Rai Marcello Foa, l’Amministratore Delegato Fabrizio Salini e il Consiglio d’Amministrazione Rai.

Il ricordo della Disney

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